… Dove andiamo, quanto schifo facciamo…

In un mondo che cerca la qualità, noi vi promettiamo il bolo. Il bolo di Bozos…

Bozos.it nasce un po’ per scherzo, un po’ per sbaglio, un po’ perché un giorno non ci passava una beata mazza e “perché non fare l’ennesimo dannatissimo sito di videogiochi?“. Già, direte voi, perché farlo? Una domanda interessante, non c’è che dire… Che poi, perché Bozos… Cioè, ok i nomi ganzi, quelli che a prima vista non capisci nulla e poi “aaaah, giusto, non ci avevo pensato“: non è questo il caso, però, visto che vi basta googlare “Bozo” per capire il perché di questo scoppiettante nome e il QI medio delle simpatiche testoline che ne compongono la redazione.

Vabbè, basta minchiate. Bozos.it nasce con un’idea bella chiara in testa: parlare di videogiochi male. A tratti pure malissimo. Diciamo pure a cazzo di cane, dai, che tanto non s’offende nessuno. Tipo che siamo seduti al bar attorno ad un tavolo in una serata d’estate, uno chiede dal nulla “Oh, ma com’è sto gioco X che te sei provato” e tu rispondi con un mix di parolacce, motti e parole incomprensibili. Ecco, quelli siamo noi, alcool e sbronza inclusi.

Se siete finiti su Bozos, insomma, ci sono soltanto due alternative: o siete amici di quelli che ce scrivono e, dopo che v’hanno ammorbato le palle con mille suppliche, avete ceduto e siete approdati a questi ridenti lidi, oppure siete giocatori con una certa età sul groppone, a cui non interessano tanti paroloni o altrettanti giri di parole ma, al contrario, puntano alla ciccia. Senza fronzoli e bla bla bla, che novanta su cento c’avete pure tre minuti scarsi per leggere un articolo e mica potete star qui a perdere interi pomeriggi.

Benvenuti su Bozos.it: ricordate che ce stanno i cookie, i copyright e tutte quell’altre cose che se le leggessi a mia madre penserebbe d’aver un figlio indemoniato. Però siamo simpatici, a tratti siamo pure esperti e ce piace parlare di videogiochi. Come gli altri, ma scritto peggio: ma questa è un’altra storia.

*Questi potremmo essere noi, solo che odiamo i bambini