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Se bazzicate anche voi nel variopinto universo della Realtà Virtuale, il nome Beat Saber non vi dovrebbe giungere del tutto nuovo. Apparso un po’ per caso in una sfolgorante versione Early Access per HTC VIVE, il bizzarro esperimento dei ragazzi di Beat Games nell’arco di poche settimane è finito sulla bocca di tutti, diventando rapidamente un autentico fenomeno. Questo perché, se da un lato l’idea su cui si basa è tanto cretina quanto fottutamente geniale, dall’altro i numerosi video di deficienti che menano fendenti ad cazzum di fronte alla TV rischiando un paio di fratture e un’infinità di danni domestici, tutto sommato, ‘na certa curiosità la mettono. Metteteci poi quella cosa che “Oh, ma vuoi mettere mollar spadate come i tizi ganzi di Guerre Stellari?” e via, praticamente è tutta discesa.

Beat Saber arriva dunque su PS4 con una versione abbastanza aggiornata che, rispetto alla controparte PC, aggiunge un poker di tracce ulteriormente tamarre ed un paio di modalità di gioco extra. Non che ci aspettassimo grandi cose da un giochino in cui, stringi stringi, bisogna menare i Move per fare a fettine una sfilza di blocchetti di due colori: peccato che non solo sta boiata clamorosa funziona così bene che Guitar Hero levate proprio, ma persino i gelati di PlayStation vanno ragionevolmente da Dio. E quindi niente, finisce che lo provi solo per curiosità e dopo due ore ti ritrovi sudato, con le articolazioni compromesse e l’equivalente di otto pasticche sparate in gola, con il peggio della techno sparata nelle orecchie a volume improponibile. E niente, è tutto semplicemente fantastico…

Beat Saber

Beat Saber è esattamente quel tipo di gioco che chiunque è in grado di affrontare praticamente da subito – a patto di rinunciare alla propria dignità nel mezzo di una serata tra amici, ma questa è n’altra storia. Persino vostra zia che “I videogiochi sono la progenie dellu dimonio” non necessiterebbe più di dieci minuti per digerire le regole dell’allegro giochino in esame, riassumibili in: spada rossa deve tagliare blocco rosso, spada blu deve tagliare quello blu. Ovvio, non certo a cazzo di cane: e proprio a questo servono le freccette luminose sopra ciascun blocchetto, destinate a richiedere una coordinazione sovrumana man mano che la velocità aumenta. A complicare le cose ci pensano le bombe, che arrivano dinnanzi al giocatore come dei cazzo di proiettili e guai a sfiorarle con la vostra luccicante spada, e un paio di altrettanto veloci pareti che, di volta in volta, ci costringeranno a “piegare” a sinistra/destra o ad abbassarci, pena na bella penalità sulla sessione corrente. E questo è davvero tutto eh: semplice, immediato, ‘na bomba. Sarà ciascun livello a dettare le regole per passare allo scenario successivo: superare un punteggio minimo, fare una combo chilometrica, arrivare alla fine della canzone senza sforare il limite di errori o “miss”.

Veniamo un po’ ai tecnicismi della sacra arte della spada di Goemon: ok che l’importante è tagliare il blocco giusto al momento giusto (e grazie al cazzo, direi), ma se il vostro obiettivo è scalare le classifiche o, più in là nella campagna principale, portare a casa punteggioni da capogiro, vi renderà particolarmente lieti sapere che la bontà del vostro taglio verrà valutata in base alla distanza dal centro del blocchetto. Tradotto, se tagliate alla cazzo gridando Banzai, riceverete un quantitativo di punti particolarmente raggrinzito: tagliate sto papocchio rosso e blu perfettamente al centro e boom, punti che piovono come non ci fosse un domani. Detta così può sembrare una questione abbordabile, ma fidatevi che già dopo un paio di livelli sarete così impegnati a maledire i santi e a menare le braccia come dei posseduti che, di questi perfezionismi, ne farete abbondanti sciacquate di palle.

Beat Saber

Ah già, ce ne stavamo dimenticando. Beat Saber può essere giocato solo se in possesso dei Move. Bella scoperta della minchia, griderete in coro natalizio voialtri sapientoni, ma quello che non sapete è che sto gioiellino VR può essere giocato anche con un solo Move: il che è particolarmente indicato ai timidi che non vogliono far figure da stronzi in mezzo ad altre persone, anche se il livello di difficoltà sarà automaticamente settato ad Esperto e il numero di tracce disponibili scenderà rispetto alla tracklist base. Inutile dire che le soddisfazioni migliori arrivano dal famigerato Dual Wielding, con i Move che vibrano in modo estasiante (specie quando incrociate le spade, golosoni che non siete altro) e viaggiano con na precisione da lasciarci quasi stupiti. Al netto dell’immancabile Modalità Allenamento e della Free Mode già disponibili nella versione VIVE, Beat Saber su PS VR offre una Campagna di un paio d’ore con upload di punteggi su opportune classifiche online e un Party Mode – che è esattamente la stessa minchiata, solo che i punteggi li salva localmente permettendo di scrivere il proprio nome come nei cabinati di una volta.

Dal punto di vista tecnologico non c’è moltissimo da dire: lo stile un po’ minimalista e un po’ futurista funziona alla perfezione, complice un sistema di luci che fa l’occhiolino all’epilessia e un buon set di effettoni sbrilluccicanti che dai, con un visore ancorato sul cranio fanno sempre un bel vedere. Ottima la reattività dei Move, questo ve l’avevamo già detto, e complessivamente ben più che positiva l’immersione globale a partita avviata. Completa il tutto una tracklist truzza che metà basta, che pompa techno selvaggia manco fosse un distributore di benzina – una selezione inedita appositamente arrangiata per il titolo che, almeno chi vi scrive, non butterebbe nell’autoradio manco sotto tortura, ma che nel gameplay di Beat Saber regala la giusta esaltazione. Tipo “Sto tornando merde, centrotrenta si vola“, per capirci. Stando a quanto dichiarato dai dev, nel prossimo futuro verranno rilasciate nuove tracce (alcune gratuite, altre a pagamento, questo lo vedremo), e già qualcuno vocifera l’arrivo di un editor per mixare i propri pezzi comodamente sul divano. Qui si incrociano le dita, una bella sfida con Romagna Mia in sottofondo promette già serate memorabili…

E QUINDI…

Beat Saber, concettualmente, è una puttanata pazzesca. Una puttanata che tuttavia funziona alla meraviglia, complice una realizzazione tecnica che su PS VR fa la sua porca figura e quel giusto mix di musica tunz tunz che vabbè, Martin Garrix le spade se le può infilare entrambe dove non batte il sole. Immediato e coinvolgente, il titolo d’esordio di Beat Games arriva su PlayStation in forma smagliante, regalando intense sessioni di divertimento e, con la giusta compagnia, il modo migliore per perdere la propria dignità smaltendo le calorie del panettone appena ingerito. Detto da uno a cui la techno fa letteralmente cagare, siamo di fronte ad uno dei titoli più divertenti della generazione VR di casa Sony. Metteteci poi il fatto che, col giusto allenamento, imparerete a menar fendenti che manco Yoda se li sogna e via, sapete già cosa fare durante ste ferie di Natale.

Beat Saber, vedo che il tuo Sforzo è grosso come il mio...
Che Beat Saber fosse ganzo, nessuno aveva dubbi già dai primi trailer. Ma che fosse così figo, ad essere onesti, non ce l'aspettavamo: il titolo d'esordio di Beat Studio spacca i fondoschiena anche nella variante PS VR, condannando all'eternità salotti, articolazioni e la vostra già esigua dignità. Ma ne vale fottutamente la pena, quindi poche storie e non fatevelo scappare.
Ma i Move vanno?9
Ok che non c'è la Marcia Imperiale, ma il resto?8
Guitar Hero je fa le pippe?9
Grafica Jedi...8.4
PRO
  • Pochi cazzi, è divertentissimo.
  • La VR funziona che è na meraviglia.
  • Mai visti i Move andare così bene...
CONTRO
  • Se non volete perdere 5 kg a sera, non fa per voi.
  • Techno a volontà, quindi sapete a cosa andate incontro.
8.5TOTALE

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