Lo ammetto: di Pokémon non è che ci abbia mai capito moltissimo. Quando davano i cartoni alla tele, alle avventure di tre ragazzini in piena pubertà preferivo di gran lunga Ken Il Guerriero, sapevo distinguere a malapena Pikachu da Charmander solo per evitar figure di merda con i miei coetanei e di quel mondo agghiacciante fatto di uova, evoluzioni, procreazioni assistite per far nascere il Pokémon più ganzo del pianeta beh, che cazzo ve lo dico a fare, nebbia totale. Poi un giorno è arrivato il Game Boy Color e ok, non che fosse amore a prima vista, ma un giretto in quel di Kanto, ogni tanto, me lo son fatto pure io. Qualche nome me lo sono imparato, ho scoperto cos’è un Pokédex e che, da qualche parte in Giappolandia, ogni tanto un decerebrato a caso s’inventava qualche mostro nuovo e boom, delirio, nuova generazione di Pokémon e popolo in visibilio. Con l’arrivo di Pokémon GO!, a distanza di eoni, mi son ritrovato invischiato in un universo che, a quanto pare, non ha mai smesso di macinare milioni manco fosse il cinema hard: una marea di stronzi a testa bassa che beccavano improperi mentre passavano col rosso, produttori di batterie per cellulari in crisi mondiale, rapporti sociali ridotti ulteriormente all’osso – testimoniati da intere tavolate di persone che, invece di insultarsi, se ne stavano a testa china lanciando sfere (e grandi bestemmie) con ampi swipe sullo schermo. E sì, in mezzo a questi stronzi ce stavo pure io…

L’annuncio di Pokémon: Let’s Go, insomma, è stata una di quelle notizie che un po’ m’ha scosso. La parte razionale del sottoscritto, dall’alto di una presunta superiorità intellettuale, guardava al popolo festoso come ad un gruppo di papere starnazzanti che non avessero un beato cazzo da fare nel poco tempo libero. L’altra, quella che da 37 anni condanna chi vi scrive ad imperiture figure di merda e a danni irreparabili, era già su Amazon a preordinare l’edizione Pikachu (perché sì, a me Eevee sta ragionevolmente nel culo) con tanto di Sfera Poké salcazzo Plus.Che poi è un regalo eh, cosa credete“: e no, a sta stronzata non ci credo manco io…

Pokémon let's go pikachu eevee pokemon

Anche Pikachu la fa….

Pokémon Let’s Go, a prescindere dalla bestia feroce che deciderete di adottare, è un capitolo strano. Un po’ spin off, un po’ episodio principale, quella di Game Freak è senza dubbio un’apertura della serie ad un pubblico enorme che proprio con la diabolica App si è avvicinata al mondo dei mostriciattoli tascabili. Una presa di posizione geniale da un punto di vista economico, ma che indubbiamente farà incazzare non poco i puristi del Pokédex che proprio in gran parte di queste meccaniche vedrà l’equivalente videoludico dell’andar a bestemmiare dal vescovo. Il che è vero solo in parte: da un lato ok, la cattura dei Pokémon avverrà con l’oramai iconico lancio della Pokéball (sia usando l’onnipresente Joycon sia la famelica Pokéball Plus, di cui parleremo a breve), potremo inviare bestiole al professor ComeSiChiama in cambio di caramelle da usare come potenziamento e via, potremo portare sempre con noi l’intera Pokémon Box senza bestemmiare come boscimani quando “Mi serve un dannato stronzemon de fuoco e ho solo na squadra di pompieri“. Dall’altro lato, tuttavia, il set di meccaniche che tanto delizia milioni di giocatori da un paio di decenni rimane invariato: di allenatori rompicoglioni che non hanno una mazza da fare Kanto è piena più che mai, e maledirete ogni scontro in cui vi troverete invischiati quando, nei vostri piani, avreste pure na missione da finire. E di missioni ce ne sono davvero a non finire, specie se consideriamo le side quest sbloccate da appositi NPC che non vedono l’ora di chiacchierare con voi. Missioni che, ovviamente, non stanno scritte da nessuna parte e, se ve le dimenticate, son consueti affari vostri.

Premesso questo, Pokémon Let’s Go ha un coefficiente di difficoltà che definire generoso è a metà strada tra il ridicolo e la presa per il culo. Potrete potenziare le vostre bestiole a dismisura, magari per affrontare l’ennesima palestra di turno: ma a meno di non essere particolarmente rincoglioniti, vi basterà passeggiare lì attorno per sbloccare qualche nuovo attacco e boom, anche Brock s’attacca al palo. Il tutto senza dimenticarsi che pure le bestiole messe in stand-by, per ogni scontro portato a casa, si guadagnano un bel 50% di punti exp senza fare na mazza. Il farming selvaggio può tuttavia tornare utile per i collezionisti delle varianti Shiny: anch’esse del tutto inutili ma oh, sapete meglio di me che quando si parla di Pokémon non c’è ragione che tenga. Se avete un amico con cui condividere un paio d’ore, sarà possibile sfruttare la coop drop-in/drop-out del titolo per farmare come animali e velocizzare questa pratica tanto amata. E prima che ce lo chiediate no, Pokémon Let’s Go si gioca che è na crema anche solo con un controller.

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Il corrispettivo, nei Pokémon, di “Ti faccio un culo così”…

Ma lo sappiamo tutti, del resto: chi se nel fotte del Joycon singolo o del Controller Pro? Qui la ciccia è rappresentata dalla Pokéball Plus, un papocchio (che costa quasi quanto un chilo di caldarroste) creato dai geni di Nintendo per rendere ancor più immersiva l’esperienza di Pokémon Let’s Go. Un concentrato diabolico di tecnologica, che permette di affrontare l’intera avventura senza altri gingilli tra le mani e che, per ogni cattura effettuata, inizierà a lampeggiare a prova di epilessia per poi emettere il verso della creatura catturata. Dai, poche storie: è utile “più o meno quanto un lecca lecca al gusto di merda” (cit.), ma allo stesso tempo è una figata poderosa. Non tanto perché di colpo mi son sentito Ash e provassi un’attrazione sessuale incontenibile per la roscia del Team Rocket: piuttosto, perché trascorrere dozzine di ore giocando solo con quel cosino tra le mani ti fa capire quanto Nintendo, anche stavolta, sia avanti anni luce. Che poi non è certo la perfezione eh: navigare tra i menu con la Pokéball tra le mani è piacevole come un calcio sulle palle con rincorsa, e un bottoncino in più non avrebbe certo dato fastidio – anche perché, in questa configurazione, col cazzo che mettete Switch in stand-by senza alzar le chiappe dal divano. Però oh, dentro ci troverete un bel Mew pronto a menar psico-cazzotti alla concorrenza, quindi va comunque bene così.

Tecnologicamente parlando Pokémon Let’s Go non sfigura, ma certo non è un campione di grafica per Switch: di sicuro, l’impatto iniziale nel vedere le viuzze di Kanto in alta risoluzione, è innegabile, qualche battito al cuore te lo fa saltare tranquillamente. Il tutto senza dimenticarsi delle nuove animazioni dei Pokémon, fighe nelle prime due ore di gioco ma poi destinate allo skip impietoso, a meno di non voler completare pure questo Pokédex tra una dozzina d’anni. Di contro, Game Freak sto giro non s’è rotta il mazzo più di tanto nel rifinire texture e dettagli, un po’ piattine le prime e decisamente più radi i secondi: ma vabbè, parlare di grafica approfondita in un titolo ispirato ai mostriciattoli di Nintendo è l’esempio massimo di punta al cazzo che un giocatore può fare. Quindi via dritti e a testa bassa, fischiettando quei motivetti che conoscerete da 20 anni almeno, a maneggiar palle colorate come se non ci fosse un domani: che se volete davvero prenderli tutti, fareste meglio a sbrigarvi…

E QUINDI…

Di tutta la poesia che aleggia attorno alla Kanto di questo Pokémon Let’s Go, quella che più abbiamo apprezzato è l’enorme “vaffanculo” che Nintendo, con un bel sorrisone stampato sulle labbra, ha gloriosamente spedito a chiunque desse per spacciato uno dei propri franchise più apprezzati. Al netto di qualche limite, la nuova creaturina di Game Freak tutto è tranne che da buttare. Sarà facilotta, questo è innegabile, sarà “diversa” dai primissimi capitoli da cui si ispira, sarà quello che vi pare: tuttavia, e che ve lo venga a dire il sottoscritto è abbastanza strano, Pokémon Let’s Go ha una propria identità e, cosa ancor più importante, ha tutte le carte in regola per scrivere parte del futuro del brand. E in più ha una dannatissima Pokéball che costa un rene ma oh, è clamorosamente figa. Se voi “presunti esperti di Pokémon” sarete troppo stronzi da non dargli una possibilità beh, questo è un problema vostro: di sicuro, in quel di Kyoto si stapperanno bottiglie da qui ad un paio di mesi.

Pokémon: Let's Go, Pikachu! - Poképalle al balzo
Pokémon Let's Go (Pikachu e Eevee) centra abbastanza bene l'obiettivo di Nintendo: gettare ulteriore benzina sul fuoco in vista di un nuovo capitolo 2019, creando una miscela vincente di paraculismo, fan service, esperienza mobile e un pizzico di tradizione. Un botto di roba, insomma, che funziona più che egregiamente: piacerà sicuramente più alle giovani leve che agli allenatori stagionati, ma venderà comunque un botto. Il che, tra le quattro mura di Nintendo, è abbastanza per fare festa.
Ci gioco, anche se non so na mazza di Pokémon?8.5
Quanto farà incazzare un allenatore navigato?7.5
La Pokéball è figa, vero?8.5
Il gameplay ce acchiappa tutti?8
Facile da giocare e bello da vedere?7.5
PRO
  • Un mix interessante del passato e del presente dei Pokémon.
  • La Pokéball è una figata poderosa.
  • Un titolo accessibile a chiunque...
CONTRO
  • ...ma di una facilità a tratti avvilente.
  • I giocatori storici, di sicuro, avranno di che cacare il cazzo.
  • Un tasto in più sulla palla ci avrebbe fatto comodo.
8TOTALE

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