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Ero uno di quelli a cui piaceva sviscerare i giochi, sapete, quando ero giovane. Quando all’orizzonte c’era un futuro tanto incerto quanto luminoso; insomma, quando c’era tanto tempo libero a disposizione per cazzeggiare. Perdevo ore ed ore a cercare collezionabili, abbattere boss segreti e cercare l’agognato 100% in ogni gioco sul quale riuscissi a mettere le mani. Beh, un po’ era dovuto anche alla tipica povertà degli studenti, grazie alla quale i miei giochi duravano settimane o mesi. Beh indovinate un po’? La vita da adulto (ir)responsabile fa schifo. Veramente schifo. Il tempo necessario a giocare come si deve mi è sparito più velocemente dello stipendio di un giornalista videoludico (ahah), e quindi ho dovuto iniziare a fare qualche dolorosa scelta. Alla fine la strada percorribile era solo una: finire un gioco, senza approfondirlo troppo, per iniziare quello successivo. Come una specie di Pac-Man impazzito, ingurgitavo tutto quello che potesse piacermi. L’esperienza completa non faceva più per me.

Finché non è arrivato Spider-Man.

Sarà che l’ho iniziato quando ero in ferie, sarà che quei geniacci di Insomniac hanno creato un gioco “classico” fatto apposta per prenderci a bastonate nel nostro piccolo bambino interiore, ma Spider-Man mi ha reso di nuovo un “completazionista”. Dopo qualche volteggio su Manhattan avevo già capito la trappola di Sony: quella non era una città, ma una cazzo di ragnatela. Un buco nero che avrebbe assorbito tutto il mio tempo libero, ingoiandolo per intero come fa Kirby. “Ma sì, ci gioco solo una mezz’oretta, tanto è un action e posso salvare ovunque”. Già, peccato che subito dopo erano le quattro del mattino e mi stavo facendo dei selfie sulla tomba di zio Ben.

spider-man

Prendereste la metro con uno così o chiamereste la buoncostume?

Troppe cose da fare. E chissenefrega se la maggior parte delle attività proposte erano roba ripetitiva come “raccogli lo zaino di Peter quando era alle elementari” o altre cagate simili. Ogni scusa era buona per rimanere nella ragnatela di Sony. E da lì sono partite decine di ore di gioco (e di vita) bruciate al limite del disagio: facciamoci un selfie con quel povero stronzo incollato a testa in giù! Facciamoci una foto mentre un passante ci fa una foto! Un bello scatto imbarazzante dietro a una tizia che fa yoga a Central Park!

Roba da pazzi, non potete capire. Completato il gioco al 100% mi sono messo messo a sbloccare tutti i costumi. Peter Parker con la maglia dell’università, Spider-Man col teschio in fiamme, Spider-Man Punk, Spider-Man del 2099 e roba del genere. E poi c’è lui: l’Uomo Ragno in mutande. Ma poi, perché qualcuno vorrebbe usare Spider-Man in mutande? Che indossa poi le mutande di Spider-Man oltretutto. Spider-Man in mutande con le mutande di Spider-Man. Cioè, nemmeno Stan Lee avrebbe approvato una cosa del genere. Ma considerando che nel gioco c’è anche lui, magari lo ha approvato davvero.

Insomma, sono diventato ossessivo compulsivo in meno di una settimana. Mi svegliavo contando le foto segrete che mi mancavano per finire la lista di 50 posti non segnati sulla mappa. Perdevo pomeriggi a inseguire piccioni (!!) per sbloccare un achievement che richiede (rullo di tamburi) di rompere il cazzo a 500 stormi di piccioni sui tetti di New York. Ma ce lo vedete l’uomo ragno a spaventare piccioni in giro per la città?

Spider-Man

Mi sa che Jameson aveva ragione…

Insomma, alla fine ho fatto tutto. Ma proprio tutto. Tutte le difficoltà, tutte le attività. Ma non ero ancora sazio. E quindi via di selfie sempre più stupidi e insignificanti da condividere sui social per fare ridere qualche altro disadattato (come me) online. Volevo trovare più easter egg. Volevo vedere i modelli dei barcaioli inquietanti che manco Michael Myers in Halloween. Mi ero trasformato in un idiota che ignora la gente in pericolo per farsi un selfie in mutande davanti allo studio legale di Daredevil. Già solo a dirlo fa male al cervello, figuratevi a scriverlo. Se fossimo nel mondo reale, il mio Spider-Man sarebbe stato ricercato dalla polizia per atti osceni in luogo pubblico. Oggi però sono guarito. Sono riuscito a staccarmi da New York. Non è stato facile, ma niente più volteggi su Manhattan per me. Nulla di nulla. Riponiamo Spider-Man sullo scaffale, anche perché non ho più nulla da fare.

Almeno fino all’arrivo del primo DLC a ottobre.

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