Mettiamo subito una cosa in chiaro: sono vecchio, ho un pessimo carattere e mi stanno sul cazzo gran parte dei titoloni che fanno infoiare i ragazzini di oggi – Battle Royale in primis, minchia quanto li odio. Se però volete farmi incazzare davvero, ma in un modo che proprio “scappate, che c’avrò anche poco fiato ma se vi piglio vi smonto” vi basta anche solo provare a parlar male di Day of the Tentacle. Non tanto perché custodisco ancora gelosamente l’edizione CTO in lingua rigorosamente italiana (oh, poche storie, ai tempi ero na pippa con l’inglese): provate voi a finire un punta e clicca vecchia scuola, di quelli che non sai se sono più bastardi o fuori di testa, senza avere internet a casa. Se mi son ritrovato mezzo orbo a 37 anni, probabilmente, lo devo ad un’intera estate di pixel hunting sprecata per spostare un dannatissimo materasso in una soffitta…

Day of the Tentacle, per molti della nostra generazione, rappresenta assieme a Monkey Island 2 uno dei punti più alti mai raggiunti dalla mai troppo compianta LucasArts: storia strepitosa, personaggi leggendari e un umorismo dissacrante dall’inizio alla fine della storia, titoli di coda inclusi. E sì, centinaia e centinaia di puzzle da risolvere, uno all’apparenza più assurdo e insensato dell’altro, nel disperato tentativo di salvare il mondo dalle appendici bavose di Tentacolo Viola. Vi immaginate cosa può significare, 25 anni dopo, aprire Chrome e scoprire che, dal nulla, un gruppetto di nostalgici ha realizzato il Prologo non ufficiale del possibile sequel non ufficiale di uno dei vostri giochi preferiti di sempre? E che quel prologo, incredibile ma vero, è una figata fuori scala che levateve tutti? Significa solo una cosa: che per avere un’erezione dirompente, oggi, possiamo fare a meno di YouPorn.

 return of the tentacle day of the tentacle

Return of the Tentacle, questo l’altisonante nome del prologo del sequel a propria volta sequel del leggendario Maniac Mansion (sì ok, potevamo farla meno incasinata), è un progetto interamente gratuito sviluppato dagli amorevoli ragazzi di Catmic, disponibile al download al seguente indirizzo nelle versioni PC, Mac e pure Linux. Manco vi stiamo a dire che se non lo giocate siete delle persone squisite secondo la scala Gianni Morandi, ma vi ricordiamo soltanto che, trattandosi di un progetto amatoriale non ufficializzato da Disney (che detiene legalmente l’IP di Day of the Tentacle), le probabilità che domani mattina si svegli Topolino e sganci una atomica sul sitarello appena linkato e annesso progetto sono tutto tranne che trascurabili. Quindi scaricatelo ora, che già siete in ritardo, e godete con noi di cotanta generosa bellezza.

Fatta questa doverosa premessa, quello che vi troverete davanti agli occhi è probabilmente l’omaggio migliore che un gruppetto di fan potesse realizzare ad una delle glorie più amate dell’era Punta e Clicca. Un qualcosa che, ai più vecchietti, rischia di far venire la pelle d’oca in porzioni inedite del corpo – al pari, se non addirittura di più, della Remastered sganciata nel corso del 2016. Ribadiamo da subito un concetto importante: trattandosi di un progetto amatoriale, chiunque si addentri nell’avventura di Return of the Tentacle dovrà scendere a compromessi con un paio di “limitazioni” inevitabili. La prima, e forse quella più difficile da digerire, è che l’ottimo doppiaggio realizzato da Catmic non è – e non può essere – quello del franchise originale: le iconiche voci di Bernard, Laverne e Hogie, ma anche del dottor Fred e combriccola tentacolare verranno dunque sostituite da altre, non meno efficaci ma comunque diverse da quelle a cui negli anni ci siamo abituati. Stesso discorso per la veste grafica, realizzata in Unity e tutto tranne che pixellosa (sob!) – ma che, oh, è comunque una figata cosmica.

return of the tentacle day of the tentacle

Ugualmente spettacolare la colonna sonora, che riarrangia i temi originali di Day of the Tentacle alla perfezione ricreando un mood che regà, davvero, pare di essere tornati indietro di due decenni e mezzo. Il merito va indubbiamente anche alla sceneggiatura, scanzonata e caciarona come quella partorita da Schafer e Grossman, che vede di nuovo il dinamico trio di fratelli a spasso nella quarta dimensione, cercando di sventare una seconda volta i piani di un Tentacolo Viola oggi in forma più che mai. Preparatevi a grandi ritorni (famiglia Edison in primis), a guest star inedite prese in prestito dall’universo di LucasArts e, cosa ancora più importante, ad una serie infinita di gag, battute sconclusionate e scenette demenziali da farvi tranquillamente sputare ambo i polmoni in direzione del monitor. Return of the Tentacle, sotto questa luce, incarna lo spirito dell’opera originale dalla prima all’ultima sequenza (ok, ok, esclusi i pixel grossi come i mattoni), riuscendo a replicare quello stile di enigmi così peculiare e caratteristico che da sempre contraddistingue l’universo della Maniac Mansion.

Per il resto, lungi da noi spiegarvi nell’anno del Signore 2018 come funziona un punta e clicca: al restyle grafico, piuttosto, Return of the Tentacle accompagna anche una leggera variazione all’interfaccia di gioco, con un inventario ora meno invasivo e più comodo da utilizzare, delle iconcine contestuali che vanno a sostituirsi alla pletora di verbi che caratterizzavano le vecchie glorie dell’intramontabile SCUMM (e ok che noi vecchietti siamo dei fottuti malinconici, ma dopo mezz’ora un po’ di comodità non guasta di certo) e un sistema di aiuti – guai ai farabutti che ne abuseranno, c’è un inferno apposta per loro che li attende – che, con la pressione della barra spaziatrice, permette di evidenziare con una lente i punti di interazione di ciascuno scenario. Addio pixel hunting insomma, un po’ ci mancherai ma forse nemmeno così tanto.

E INSOMMA …

E insomma niente, Return of the Tentacle è clamoroso. Uno perché è intrinsecamente una figata di suo, che altro dire, e due perché mai avremmo pensato di vedere una qualità così ammirevole in quello che è e rimane un progetto amatoriale. Una qualità indiscutibile, che spazia dalla sceneggiatura ai dialoghi, dalle battute taglienti alle musiche incontrollabili, passando pure per un doppiaggio che ok, non è quello originale (e si sente), ma chi se ne fotte. I ragazzi di Catmic non solo meriterebbero d’esser schiaffeggiati con mazzette di banconote, alla facciaccia brutta di Disney, ma regalano (nel vero senso della parola) una piccola perla che qualsiasi amante di LucasArts dovrebbe giocare senza nemmeno pensarci due volte. Un vero e proprio tuffo al cuore in un oceano di ricordi, conditi da battute nonsense, enigmi deliranti e tentacoli vendicativi. I pixel e i verbi impressi a video di Day of the Tentacle potranno anche mancare, per carità, ma se fate attenzione, in lontananza dovreste udire distintamente l’eco del nostro “esticazzi”.

Return of the Tentacle - Prologue, l'amatoriale che è quasi un porno
Un tuffo al cuore, un tuffo nel passato, un tuffo in quella Maniac Mansion dove secoli fa tutto è iniziato. Insomma, tuffateve un po' dove ve pare, ma non lasciatevi sfuggire sta perla: che è pure gratis, quindi daje forte e lunga vita a Tentacolo Viola.
(Lucas)Arts10
Sonoro10
Quanto è DotT?10
Fa ride?10
PRO
  • È Day of the Tentacle
  • Ha lo spirito di Day of the Tentacle
  • Diverte un botto, come Day of the Tentacle
CONTRO
  • È un punta e clicca, ma se non ve piace è un problema vostro.
  • Qualche pixel in più, così a sbuffo, ce stava benino...
10TOTALE

2 Risposte

  1. Nik81

    I pixel ci sono! Basta interagire col pc nella camera di Ed Edison. Lo stesso pc che nel gioco originale ti permetteva di giocare a Maniac Mansion. Bell’articolo e bravi i ragazzi di Catmic.

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    • Alberto Destro
      Alberto Destro

      Ottima osservazione, son così rincoglionito che me n’ero scordato 😅
      Grazie per aver letto il pezzo, contentissimo che ti sia piaciuto. E benvenuto a bordo !

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